È quello che determina tutto.
Due giorni di navigazione.
Ma se sei partito ieri e tornerai domani lo vivi in un modo.
Se sei partito ieri e tornerai tra due settimane è un’altra sensazione.
Se sei partito due settimane fa e tornerai domani una terza sensazione.
Potremmo dire che le tue emozioni dipendono da dove ti trovi nel grafico.
Mi viene in mente la campana di Gauss e i tre sigma.
Vaghi ricordi di teoria degli errori degli strumenti di misurazione. Ma anche della probabilità.
Anche se, di fatto, nel primo caso sei sereno, senza picchi di gioia o tristezza. Nel secondo caso sei nel massimo picco di gioia possibile: tutta la crociera davanti a te (sì, sto prendendo in considerazione un caso gioioso, non disastroso; in quel caso va ribaltato). Se tu stessi tornando indietro allora saresti mogio, perché la crociera è finita (a patto che sia stata piacevole).
Ma la cosa interessante è che le tue emozioni sono conseguenza del tempo. Non tanto degli eventi. Per niente della tua volontà o capacità.
Tutto questo perché non sai vivere l’attimo. Perché non sei presente. Sei passato o futuro.
Una cosa è certa: ad un certo punto sarai passato per sempre. Per gli altri.

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