Non so se soffia di più il vento o l’aria dalle mie narici per l’insofferenza.
….ma di che?
Sei al mare in amaca all’ombra dei pini con il vento che abbassa la temperatura africana che hai lasciato in città e ti lamenti?
Perché il mio cervello processa molteplici aspetti di ciò che mi succede e difficilmente riesco a concentrarmi solo sulle cose positive.
Le salto.
Chissà perché.
Continuo a pensare alla ex moglie che parte con il figlio per le vacanze stamattina e mi scrive all’ultimo momento se voglio la frutta che ha in frigo che altrimenti butterebbe.
Da una vita compra cibo in abbondanza e poi costringe a finirlo anche controvoglia.
Mi scrivi per scaricarti la coscienza sperando così che lo mangi io. Non è la prima volta. Ed ho dovuto andare contro i miei principi per evitare di dover correre a prendere la frutta dal suo frigo. La sua comodità innanzitutto. Lei parte io le disbrigo le pulizie della sua coscienza.
Anche no.
Non più.
Mi macchio di aver gettato del cibo? No
Ma sospirò perché sento di aver rifiutato una “fortuna” che l’universo benevolo mi ha regalato.
E mi perdo la gioia della fortuna della giornata di mare che mi sono conquistato con le attese nelle file di auto incolonnate evitando di fare il furbo tagliandole come altri hanno fatto. Che ho fatto anche io altre volte. Ma che oggi ho voluto fare l’onesto.
Ricevendo la lezione che la furbizia paga. E bene. Perché chi ha proseguito la sua corsa bella corsia di sorpasso ha guadagnato sicuramente almeno 10 minuti sul suo time table.
Mentre per me essere rimasto in fila ha significato almeno 20 min di ritardo.
Rispetto a?
Rispetto ai tempi che mi sto prefisso.
Perché quando mi prefiggo un obiettivo e non lo raggiungo l’insoddisfazione è insostenibile.
E anche lamentarmi i fa sbuffare.
Allora scrivo e poi posto nel web. Mi scarico.
D’altronde se vogliamo anche Foscolo & co. hanno scassato il cazzo alla grande.
“Foscolo finì nei libri di scuola.
Io al massimo in un post condiviso da mia zia con scritto “vero”.”
Non che pretenda i libri di scuola. Ma non si può mai dire.


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